21 marzo 2012

Il gatto grigio



Il gatto grigio ama il sole. Come tutti i gatti passa molto tempo disteso in un angolo soleggiato, ma a differenza degli altri che a un certo punto se ne vanno per mangiare o farsi un giro, lui resta placido, senza muovere un baffo fino a quando l'angolo cade nell'ombra della sera. Le sue giornate trascorrono felici, e la sua pelliccia assorbe i raggi solari ogni giorno più intensamente, tanto che ha acquistato una luminescenza dorata che si può percepire di notte. Gli altri gatti lo lasciano in disparte per questo, temono la strana luce fioca che il gatto emana al buio, e che impallidisce al sorgere del giorno.
Col tempo il pelo del gatto grigio ha imparato a trattenere una gran quantità di fotoni, che ondeggiano su e giù dalla coda alla punta del muso in tutti i colori dello spettro. E' diventato un fenomeno d'attrazione, e i gatti del circondario, tenendosi a debita distanza, si divertono come matti a guardare la sua pelliccia colorata da un tenue arcobaleno.
Placido, il gatto grigio un giorno capisce che quello non è più il posto per lui. e decide di andarsene, senza fuggire. Aspetta sdraiato nel suo angolo soleggiato, stando bene aperto a riempirsi di fotoni, mangiarli come una ciotola fresca di cibo.
Ad occhi socchiusi guarda verso il sole. Tra le sue ciglia il giallo diventa arancione, e il rosso passa al verde, e il blu e l'indaco gli cadono dentro a cascatella come acqua limpida. Qualcosa  cambia nella sua materia, fasci di fotoni lo avvolgono in un vortice cangiante, e non solo il pelo, ma anche il naso, le orecchie, le zampe, diventano punti scintillanti. Il grigio è finito. Il gatto solare viaggia, leggerissimo.

Monologhi



“E adesso scrivete un monologo interiore, i maschi lo fanno al femminile, e viceversa.”
Silenzio e bisbigli in fondo al tavolo.
“Zeta, tu cosa scrivi?”
“Che posso dirti, Ypsilon, non è nelle mie corde fare monologhi.”
“Acca, tu cosa scrivi?”
“Sssss, non farmi perdere la concentrazione. E tu?”
“Sono in panne. Ho un groppo. Non mi viene.”
“Comincia con una parola qualsiasi.”
“Mi viene “menzogna”
“Ma tu fai l'uomo o la donna?”
“La mia percentuale femminile varia.”
“Oggi com'è?”
“Non so.Tutti scrivono.”
“Appunto, lasciami in pace.”
“Ma insomma siete delle macchine! Ehi, pss pss... Kappa...pss”
“Eh che c'è? Ma non scrivi?”
“Pile scariche.  Mi aiuti ?”
“Fammi vedere.... uhm “l'uomo è avvezzo alla menzogna.”
“Non credi ci siano troppe zeta?”
“E' in terza persona, hai sbagliato,  sai cosa rischi ?”
“Il protagonista parla da solo davanti allo specchio in bagno, una mattina, dopo essersi rasato, pettinato, visto le rughe d'espressione sulla fronte e attorno agli occhi, nelle 24 ore precedenti ha mentito come un gorilla alla sua compagna, neanche con una pistola puntata alla testa confesserebbe. ”
“Credo tu abbia colto bene la dinamica del pensiero maschile.”
“Insomma ti piace?”
“Sicuro, ma sta attento, è un pantano parlare delle bugie maschili.”
“Grazie.”
“Ehi la piantate di disturbare!”
“Scusa, Wudoppia, è che sono in difficoltà. Vuoi che ti leggo l'inizio?”
“No.”
“Allora ti leggo l'idea?”
“No.”
“Ma che ti ho fatto, scusa, perchè sei così tranciante?”
“Disturbi.”
“Scusa. Ics a che punto sei?"
“Ho quasi finito.”
“Beato te,  mi si appallottola la biro appena tocco il foglio.”
“Lui dice di cominciare da una cosa banale, anzi banalissima."
“Come ti sembra la frase:“L'uomo è avvezzo alla menzogna”?
“Fa schifo anche a un maiale.”
“Grazie. Ho scritto una riga. Lui mi punirà.”
“Sì, lo stivaletto lessicale!"
“Non resisterò, sono sensibile.”
“Tempo scaduto, Yota comincia a leggere......  leggi.....avanti leggi...”



16 marzo 2012

Dello scomparire e del destino, romanzo



ABSTRACT   dei testi per il corso di scrittura IL TEMPERAMATITE



Capitoli del romanzo prodotto durante il corso di scrittura TemperaLaMatita 1
:
                       
1. estinguersi
tutto comincia dalla trasformazione di un gatto che decide di lasciare la realtà terrena utilizzando la luce solare per cambiare stato

2. ancora una scomparsa.
una mattina nebbiosa d’inverno, Maigret commette una distrazione che si rivela fatale per il destino di una donna, Cecile, che dopo essersi presentata per giorni nell’ufficio, resta inascoltata e scompare, lasciando una morsa inquieta nel cuore del commissario

3 la fine “dolce”
intanto a Roma, chiuso il copione appena finito, Ennio Flaiano nell’immobilità della domenica mattina, leggendo il titolo sul frontespizio, si rende conto dell’equivoco nella parola “dolce”, che taglia con un tratto di matita blu; la parola scompare, via “dolce”, la vita affonda malamente

4 la parsimonia
una città-enigma appare il sogno di una campagna stretta e delimitata; case basse, linee rette, incroci tutti uguali, scarsi indizi sugli abitanti che si intravvedono appena la domenica mattina. Parsimonia come scomparsa, piccolezza

5. le cose attorno
in una stanza vuota di presenze umane,  le cose ordiscono una trama per guadagnare senso e guarire dal pesronaggio

6. Topo “morto”
dialogo attorno a un figlio assente, scomparso, dormiente, di cui genitori funesti decretano il destino, con lucida determinazione nel sopprimere la vitalità grazie all’ausilio di sostanze e affezione letali

7. la scomparsa della verità
un’anima cerca aiuto per scrivere un monologo interiore, ma s’impantana nel mentire
8. il catalogo privato
visibili come semafori, ma chiusi come vongole nelle cartelle, segreti file sul desktop intrecciano fili di storie, in cui tornano i temi dell’estinguersi e dell’assenza

9. la cosa, o la scomparsa dell’innocenza
uno spostamento di senso precipita una cosa bianca e morbida  in una discesa cieca nella sensualità che accarezza con lo sguardo il desiderio di fronte

10. storia del basso e dell’alto
onirica vicenda tra esseri umani e metà umani, che si gioca tra corpo, testa e teorie della conoscenza.
11. l’intervista impossibile
dove Carver Raymond scompare continuamente in cucina e l’intervistatrice aspetta

12. suggestion cinematique
dove si parte dal Giappone e si arriva alla Francia, passando per la piazzetta in una sera tiepida di marzo